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Raffaele Marras probabile primo calciatore italiano a perire nella Grande Guerra

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Una partita tra militari nel 1915 Il 15 giugno 1915, sul Col di Lana, periva colui che, col beneficio del dubbio, può essere considerato, il primo calciatore italiano caduto sul fronte bellico. Costui risponde al nome di Raffaele Marras, nativo di Cagliari, classe 1890 (15 ottobre per l'esattezza), era un giovane studente universitario, inquadrato, come sottotenente, nella Brigata "Reggio", 46° reggimento. Il giovane Marras, prima di essere richiamato al fronte, oltre gli studi accademici, era un valente sportivo. Uno dei classici "poliatleti" dell'epoca, ottimo nuotatore, aveva contribuito alla fondazione della Rari Nantes Cagliari nel 1909, faceva parte della gloriosa Società di Ginnastica "Eleonora d'Arborea", una delle prime associazioni sportive ad aprire una sezione calcistica in Sardegna (come la rivale S.G. Amsicora) nel 1902. Marras nel 1909 aveva partecipato alla prima edizione della "Coppa Studenti", vinta dall...

La mano Orange

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fotogramma della rete di mano di Cruijff Oggi si svolgono i sorteggi per i gironi della Champions League edizione 2018-19. In una delle tante finali, esattamente quella di Rotterdam 1972, che vedeva l'astro Ajax ed genio di Cruijff ormai in tutta la sua potenza, si potrebbe scorgere in anticipo la cosiddetta "mano de Dios", che nel quarto di finale del campionato del mondo di Messico 1986, permise a Maradona di portare in vantaggio l'Argentina a danno dell'acerrima rivale Inghilterra.  Quel 31 maggio del 1972 la rivale dell'Ajax è l'Inter, ma non è più l'Inter di Herrera, è una versione concreta e catenacciara dell' allenatore Invernizzi, ma che poco può dinanzi al calcio totale degli olandesi. Finirà 2 a 0, proprio con una doppietta del leggendario numero 14.  Proprio lui però, durante la prima frazione di gioco e sul risultato di 0 a 0, su un cross della sinistra, anticipa la difesa e beffa lo stesso Bordon, purtroppo per lui, l...

1974: Quando Gustavo Giagnoni partecipò al derby smeraldino

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Una notizia oggi ha addolorato tutto il mondo sportivo, la morte di Gustavo Giagnoni , sportivo vero e uomo di gran tempra. Tecnico che è rimasto impresso nei cuori di molti tifosi, ricordiamo solo a titolo esemplificativo quelli del Cagliari , del Torino e del Mantova , senza ovviamente poter scordare la squadra che lo vide sbocciare: l'Olbia. Tra i mille ricordi che in questi giorni si susseguiranno, a noi piace riportarne alla mente uno. Non l'episodio del colbacco o altri ben noti, che lo hanno reso celebre, ma uno particolare, legato al Calcio d'altri tempi. Corre l'anno 1974, Giagnoni , alla guida del Torino è meno saldo a bordo della corazzata granata, eppure non è passato molto tempo dallo scudetto sfiorato nel 1971-72 , quando diverse squadre giunsero al fotofinish tese allo spasimo per varcare la linea del traguardo prima delle altre. La Juventus superò tutte, il Cagliari di Riva , il Torino di Giagnoni su tutte. Nel 1974 invece procede a fasi alte...

Il 29 giugno 1916 moriva il calciatore Stefano Giagheddu

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Stefano Giagheddu in divisa militare Il 1916 è il terzo anno di guerra, secondo per l'Italia, gli eserciti si fronteggiano su smisurati confini fatti di fango, sangue e filo spinato. Pochissimi i vantaggi territoriali, infinite le morti su entrambi gli schieramenti. A febbraio aveva preso avvio la battaglia di Verdun , un inghiottitoio di ferro e fuoco che si porterà via un milione di morti. A maggio parte l'ambiziosa offensiva Austro-Ungarica in Trentino (impropriamente definita Strafexpedition ), con l'intento di accerchiare le forze italiane e chiudere la contesa sul fronte italico. Ma un successivo ripiegamento di forze italiane verso le zone minacciate e specialemte con la neo costituita V Armata, Cadorna riuscì ad arrestare la dilagante discesa del nemico verso la pianura veneta. L'offensiva fallì grazie all'attacco sferrato, ai primi di giugno, dai russi sul fronte orientale. Le truppe zariste sfondarono, uno dei pochi grandi successi dell'intero...

9 maggio 1947: 70 anni fa moriva Davide Cova fondatore del P.S d'Az

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Davide Cova (1891-1947) Sul treno che collegava Oristano a Cagliari il 9 maggio del 1947 trovava la morte, ad appena 56 anni, Davide Cova, ingegnere, ma soprattutto, come uomo politico, fondatore del Partito Sardo d'Azione nel 1921 insieme a Camillo Bellieni, Emilio Lussu ed altri. Cagliaritano, figlio di un ottico milanese, era nato nel capoluogo nel 1891. Nei primi anni dieci fonda un movimento per la rinascita della Sardegna. Nel 1914, insieme ad Attilio Deffenu, fonda la rivista "Sardegna", che raduna intellettuali di vario genere. purtroppo la vita del periodico sarà breve, con la guerra alle porte il giornale termina ben presto le sue pubblicazioni. Nel primo dopoguerra fonda "Il Popolo di Sardegna" ed il ben più famoso "Il Solco" organo politico del Partito Sardo d'Azione. In qualità d'ingegnere prende parte al progetto per l'Orto Botanico e nel 1921 vince il concorso per il posto di ingegnere-capo dell'ufficio di Oristano...

1958-59 Arzachena al suo primo titolo

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9 aprile 1958 Arzachena campione girone A Cinquantanove anni fa l'Arzachena, oggi in piena corsa per la vittoria finale del torneo di Serie D, vinceva il suo primo campionato. Si disputava il torneo di I Divisione 1957-58 e la matricola Arzachena, al suo prima partecipazione in una competizione ufficiale della Figc, si presentò addirittura in ritardo ai nastri di partenza, iniziando le sue partite dalla seconda giornata e con la prima da recuperare. Nonostante questa partenza in ritardo, incontro dopo incontro, la matricola smeraldina guadagna posizioni nel proprio girone (Gruppo A I Divisione) e chiude in testa il girone d'andata dopo aver battuto la sua diretta antagonista (Oschirese), il girone di ritorno poi non vede mai in discussione la sua lidership.  Domenica 6 aprile 1958 l'Arzachena festeggiava la vittoria in campionato con una giornata d'anticipo. Gli spareggi promozione poi non saranno affatto fortunati per gli smeraldini

1912-13 La Juventus salvata da un interista

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Juventus 1913-14 In questo finale di campionato 2016-17, che ormai ben poco ha da dire sul piano della classifica, almeno per quanto riguarda lo scudetto e le retrocessioni, continuano ad infuriare le polemiche a seguito delle direzioni di alcuni incontri. Non entriamo nel merito di questi scontri infuocati, che troppo spesso abbandonano la ragione per assumere contorni dai toni più che surriscaldati. ci colpisce invece un'ulteriore polemica, nata al seguito di una nota pubblicata, sui profili ufficiali neroazzurri, in occasione del 109° anniversario della fondazione dell'Internazionale F.C.: “ La nostra è una storia diversa dalle altre. È la storia di un club con valori profondi stabiliti più di cento anni fa e che continuano a guidarci ancora oggi. Ogni giorno. Siamo nati dalla visione di intellettuali, studenti, stranieri e artisti riuniti al ristorante l’Orologio di Milano. Condividevano un’idea moderna e innovativa per quel tempo: che Milano meritasse un palcosc...